Marco Pintauro | QUANTI SOLDI “BUTTIAMO” NEL GIOCO?
 

QUANTI SOLDI “BUTTIAMO” NEL GIOCO?

QUANTI SOLDI “BUTTIAMO” NEL GIOCO?

Quando si parla di gioco d’azzardo ci si riferisce a tipi di giochi diversi tra loro ma accomunati dal fatto di prevedere una puntata in denaro e di dipendere interamente o in una certa misura dal caso: si va dalle slot machine alle scommesse sportive, dal SuperEnalotto al Bingo.

Per molti versi quella causata dal gioco d’azzardo è una dipendenza paragonabile a quella dalle droghe o dall’alcol, anche se se ne parla molto meno.

Un ricerca “Nomisma” mostra che le principali motivazioni per il gioco d’azzardo tra i giovani sono la curiosità, il divertimento e la speranza di vincere denaro.

Spesso infatti, sono paradossalmente le persone con meno risorse, che in maniera ignorante provano a risolvere i loro guai economici con un compo di fortuna, diventando in realtà ancora più poveri.

Nel 2022 la somma di denaro puntata complessivamente dalla popolazione italiana nel gioco d’azzardo stimata dalla Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM) è stata di 136 miliardi, più della spesa sanitaria pubblica dell’intero paese.

Naturalmente non tutti quei 136 miliardi vanno allo stato, visto che molti tornano ai giocatori sotto forma di vincite, e che parte è trattenuta dalle società che gestiscono i giochi.

In quell’anno le vincite sono state 116 miliardi di euro circa: la differenza, 20 miliardi, è quindi la cifra che i giocatori italiani hanno perso nel 2022. Il gioco d’azzardo d’altronde si basa sul presupposto che i soldi vinti dalle persone siano sempre complessivamente meno di quelli puntati e che, come si dice, il banco vinca sempre.

Secondo il report “Il libro nero dell’azzardo” elaborato da Federconsumatori e Cgil in collaborazione con Fondazione Isscon, i giocatori della fascia 18-74 anni spenderebbero in media 1.719 euro a testa all’anno e 18,4 milioni di italiani giocano d’azzardo almeno una volta all’anno. Questi dati evidenziano l’importanza di interventi educativi per aumentare la consapevolezza sui rischi del gioco d’azzardo e promuovere attività alternative di svago.

Se da un lato le politiche dello Stato sono di cercare di evitare il fenomeno, dall’altro 20 miliardi annui fanno molto comodo alle casse, soldi che che potrebbero essere destinati a risparmio e investimento dei cittadini, che invece sperparano in questo modo.

 

Buona salute finanziaria.

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