Marco Pintauro | Come posso andare in pensione nel 2024?
 

Come posso andare in pensione nel 2024?

Come posso andare in pensione nel 2024?

Iniziamo col riassumere le principali modifiche relative alle pensioni di primo pilastro per il 2024, secondo quanto dettato dalla legge 213/2023, nota anche come legge di bilancio 2024.

Per quanto concerne la pensione di vecchiaia e anticipata, non vi sono modifiche rispetto al 2023. La pensione di vecchiaia è ottenibile a 67 anni con 20 anni di contribuzione, oppure a 71 anni con 5 anni di contribuzione, mentre per alcune mansioni gravose si può accedere a 66 anni e 7 mesi con almeno 30 anni di contributi.

Rimane in vigore anche la misura già presente nell’ordinamento che prevede la possibilità di un’uscita anticipata per alcune particolari categorie e condizioni professionali. Nello specifico, solo per i lavoratori addetti a mansioni particolarmente gravose in possesso di almeno 30 anni di contributi.

La pensione anticipata richiede 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, senza vincolo di età.

Salvo modifiche, tale requisito rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2026, prima di essere ulteriormente adeguato al rialzo.

La “Quota 103” rimane attiva nel 2024, ma con cambiamenti significativi. Ora l’assegno è calcolato interamente sui contributi versati, rendendolo meno vantaggioso rispetto al 2023. Inoltre, l’importo massimo della pensione è ora limitato a quattro volte il trattamento minimo INPS, corrispondente a 2.394,44 euro.

Per le donne, l’opzione “Opzione Donna” richiede ora 61 anni di età per presentare domanda, aumentando di un anno rispetto al 2023, ma questa età può diminuire in base al numero di figli.

L’APE sociale consente l’uscita anticipata per disoccupati, invalidi al 74%, caregivers e lavoratori con mansioni gravose. L’età minima richiesta sale a 63anni e 5 mesi, con almeno 30 anni di contributi.

Infine, non vi sono cambiamenti per i lavoratori usuranti che possono andare in pensione a 61 anni e 7 mesi con 35 anni di contributi, né per i lavoratori precoci che hanno diritto all’anticipo pensionistico con 41 anni di contributi.

Riportiamo la consueta tabella di sintesi per una comoda consultazione:

Buona salute finanziaria.

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