Marco Pintauro | 65 anni oggi sono 40 di ieri: che piani hai?
 

65 anni oggi sono 40 di ieri: che piani hai?

65 anni oggi sono 40 di ieri: che piani hai?

“L’Italia è un Paese per vecchi”? Certamente sì: il titolo del famoso film dei fratelli Cohen, riadattato, ben si adegua alla nostra Penisola, che a fine 2023, su 59 milioni di persone, ne contava più di 14 milioni sopra i 65 anni d’età. Un quarto o quasi: il 24% del totale. E aumenteranno: entro il 2040, le unità si avvicineranno ai 19 milioni, ossia il 32,4% del totale. Sono alcuni dei dati che troviamo nel rapporto “Il Private Banking in un mondo più longevo”, realizzato dall’Associazione Italiana Private Banking (AIPB) e KPMG1.

Secondo questo rapporto, l’aspettativa di vita dovrebbe salire dagli 83 anni di oggi agli 84,5 anni nel 2040: ciò implica che una persona di 65 anni avrà altri vent’anni di vita davanti a sé, la metà dei quali – e forse anche di più – in buona salute.

Non molto tempo fa, in occasione del 63esimo Congresso Nazionale, la SIGG (la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria) evidenziò che un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di una trentina di anni fa e che un 75enne può tenere facilmente testa a un 55enne del 19802. Insomma: anziani sì, ma non vecchi. Il che pone un tema di longevità a tutto tondo: non solo più cure e più assistenza, ma anche più vita sociale, più viaggi, più soggiorni all’estero, una seconda casa, magari il camper dei sogni.

E l’Italia non è l’isola felice dei Silver, in questo senso. Un po’ tutto il mondo sta affrontando la medesima trasformazione demografica, caratterizzata da un graduale incremento della longevità della popolazione. Ma a questa tendenza globale, soprattutto nel nostro Paese, si accompagna un numero di figli per donna al momento abbastanza basso: qui da noi siamo a una media di 1,2 a testa.

I due fenomeni, combinati, hanno implicazioni molto importanti, vale a dire:

• meno persone in età lavorativa, tenuto conto che i 15-64enni passeranno dagli attuali 37,5 milioni (il 64% del totale) a 32,6 milioni (il 56%) nel 2040;

• meno famiglie e più single.

Intanto, speriamo che una vita lunga e in buona salute sarà il futuro di tutti noi, nel frattempo però sarebbe meglio tenersi pronti a vivere al meglio tutti questi anni che ci aspettano sia in tema di previdenza che di protezione.

Pianificare per il tuo domani sarà sempre più importante

Proprio perché non è detto che ci sarà una rete familiare a prendersi cura di noi, è essenziale prepararsi fin d’ora alla terza e quarta età con un’opportuna pianificazione finanziaria di lungo termine. Non solo: pure se ti crei una famiglia, davvero vuoi che il peso delle tue cure ricada sui tuoi cari? Crediamo proprio di no. Ecco perché, qualunque sia la tua scelta di vita, la longevità richiede una pianificazione a lunga gittata. A partire da oggi.

Poi c’è il tema del minor numero di persone in età lavorativa: come si sa, la pensione ai pensionati la paga chi ancora lavora. Ma da quel che si prospetta, nei prossimi decenni avremo un consistente numero di pensionati a fronte di coorti molto più esigue di lavoratori. Quindi? C’è poco da fare: bisognerebbe predisporre fin da ora un adeguato piano pensionistico per il futuro. E tanto più giovane sei, tanto meglio è: vuol dire che avrai più tempo per costruire quella rendita che ti aiuterà a mantenere il tuo tenore di vita una volta uscito dal mondo del lavoro.

Perché, come sottolineano AIPB e KPMG, la longevità può considerarsi una vera conquista solo se gli anni in più saranno “di qualità”.

I Silver di oggi e di domani: non più solo cure e assistenza sanitaria

Sempre secondo il rapporto AIPB-KPMG, in Italia la popolazione sopra i cinquant’anni d’età contribuirà al 50% del Prodotto Interno Lordo (1,46 miliardi di euro) e al 75% dei consumi (1,36 miliardi) entro il 2040, con una crescita di un certo rilievo nei settori cultura e tempo libero, casa, salute e trasporti.

Come dicevamo, non si spende – e non si spenderà – solo per la salute. La seconda metà della vita potrà essere piacevole tanto quanto la prima e forse anche di più, ma a una condizione che non ci stanchiamo di ripetere: pianificare per tempo il risparmio per farlo fruttare al meglio. Peraltro, un recente studio ci dice che le persone che pianificano per i loro futuri bisogni finanziari hanno meno probabilità di venire prematuramente a mancare all’affetto dei loro cari rispetto a quelle che invece scelgono di vivere nel presente, come la cicala della famosa favola di Esopo.

Uno studio3, ha analizzato i dati di qualche migliaio di persone appartenenti a due coorti di adulti anziani residenti negli Stati Uniti e in Inghilterra. È emerso che:

• nel campione inglese, che comprendeva 11.298 persone valutate nell’arco di 10 anni, i partecipanti con un orizzonte di pianificazione più breve avevano un rischio di mortalità maggiore del 9%;

• nel campione statunitense, composto da 11.478 persone valutate nell’arco di 22 anni, il rischio di mortalità era maggiore del 7%.

Analoghi i risultati per la salute autodichiarata, dove si è notata un’associazione positiva tra orizzonti di pianificazione più lunghi e salute più robusta.

Il tempo e la capitalizzazione degli interessi sono tuoi alleati

Ti stupisce? Non dovrebbe: si sa che premunirsi di fronte ai possibili imprevisti e pianificare per vedere realizzati i propri obiettivi alza la qualità della vita. Non sei ancora convinto? E allora lascia che ti illustriamo un ultimo dato.

Il grafico qui sotto mostra due cose:

• investendo un capitale iniziale di 50.000 euro e reinvestendo nel tempo gli interessi, dopo 20 anni si ottiene un montante finale di quasi 74mila euro, ipotizzando un portafoglio diversificato (60% azioni, 40% obbligazioni) con un interesse annuo del 4% che lavora non solo sul capitale iniziale ma anche sugli interessi gradualmente maturati e reinvestiti, appunto;

• tenendo invece quegli stessi 50.000 euro fermi in liquidità, dopo lo stesso numero di anni ci si ritrova con un gruzzolo che ha un valore reale di poco superiore ai 34mila euro.

In entrambi gli scenari immaginiamo un tasso di inflazione del 2% annuo, come da obiettivo Fed e BCE.

A ulteriore riprova che pianificare correttamente gli investimenti paga. Iniziando – l’abbiamo detto e vale la pena di ribadirlo – il prima possibile.

Buona salute finanziaria.

Se vuoi analizzare i tuoi investimenti gratuitamente o fissare un incontro conoscitivo:

Marco.pintauro@pfafineco.it

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